Ansie e paure? Forse è l'ora di rivolgersi allo psicologo

Ansie e paure? Forse è l’ora di rivolgersi allo psicologo

Il nostro problema è l’ansia? Non riusciamo a vivere una vita tranquilla perchè sempre in preda a mille preoccupazioni? Potrebbe essere non solo questione di carattere ma un vero e proprio disturbo da curare. Infatti le persone che si fanno sommergere dall’ansia potrebbero soffrire di una vera e propria malattia psicologica.

Spesso il disturbo d’ansia è generalizzato, ossia non dipende da fattori specifici o da impulsi definiti ma è un’ansia che colpisce in maniera diretta senza essere legata a nessuna causa in particolare.

Ansie e paure? Forse è l'ora di rivolgersi allo psicologoEcco una serie di fattori che potrebbero contribuire a far insorgere stati d’ansia o a farli aumentare: in primo luogo le donne hanno più probabilità di essere soggetti ansiosi. È uno stato di natura, rispetto agli uomini le donne sono più ansiose.

Spesso aver avuto dei traumi da piccoli può far emergere stati d’ansia. Questo avviene perchè non è stata del tutto rimossa la paura o il trauma per l’evento drammatico che si è vissuto.

Il fatto inoltre di avere dei disturbi, come malattie croniche, oppure aver avuto una grave malattia, come il cancro, può aumentare la probabilità di essere soggetti ansiosi.

Avere dei ripetuti periodi di stress senza conoscere pausa tra uno stress ed un altro può far insorgere stati di ansia dovuti appunto agli stimoli troppo intensi che si ricevono.

Quando inoltre si è di natura poco incline all’adattamento, anzi piuttosto propensi al nervosismo, allora la sindrome da stress è dietro l’angolo.

Secondo alcuni studiosi c’è anche una predisposizione genetica ad essere ansiosi.

Spesso assumere determinate sostanze peggiora la fase di ansia. Anzi quando si assume troppa caffeina, troppi farmaci o alcol si rischia solo di peggiorare questa fase e di aumentare la tendenza allo stress.

Talvolta basta soltanto rendersi conto che da soli è molto difficile superare tali fasi. È meglio quindi affidarsi sempre ad un esperto.

Se cerchi una psicologa a Torino c’è la Dott.ssa. Silvia Parisi (sito ufficiale). La dottoressa è una psicoterapeuta di Torino molto brava che nel suo studio accoglie tantissimi pazienti che soffrono di disturbo d’ansia. Le tecniche più comuni riguardano l’individuazione della causa di tale disturbo.

Abbiamo detto ad esempio che una delle cause dell’ansia potrebbe essere un trauma che non abbiamo rimosso. Magari un trauma infantile che pensiamo di non ricordare ed invece è “latente” nella nostra psiche. Una dottoressa molto preparata come Silvia Parisi può aiutarci ad individuare e superare questo trauma.

Pompe Onoranze Funebri

Storia sui riti funebri e consigli per affrontare la perdita

Sapete da dove viene il nome funerale o funebre? Dalle funi che venivano usate per calare i morti nelle buche scavata ad hoc per seppellirli. Una cosa che forse molti non sanno è che l’uomo ha da subito riconosciuto l’alto valore del rito funebre, si pensa che addirittura gli uomini primitivi seppellissero i propri cari.

Le onoranze funebri alle origini

Il rito funebre in tal senso si configura come un ultimo addio che diamo ai nostri cari, li salutiamo prima che vadano nell’aldilà. Ma il rito funebre così come lo conosciamo non è sempre stato così. Infatti c’è voluto molto tempo affinchè tutti potessero avere degna sepoltura. Di fatti secoli fa si seppellivano soltanto le persone che appartenevano ai ceti nobili, spesso in cappelle private fatte erigere dalle famiglie nobili nelle chiese più importanti o nei duomi, o altrettanto spesso in tenute private.

Pompe Onoranze FunebriCiò che è certo è che le persone di bassa estrazione sociale non avevano sepoltura. Anzi se c’era stata un’epidemia o se i morti presentavano i segni di qualche malattia i corpi venivano bruciati o ancora si seppellivano in fosse comuni. È il motivo per il quale non abbiamo ad esempio la tomba di Giuseppe Parini, morto a Milano e buttato in una fossa comune.

Soltanto con l’Ottocento si è riconosciuto il grande valore della tomba come unione di vivi e morti. Ma diciamocelo spesso per una forma di superstizione cerchiamo di non pensare mai alla morte, di esorcizzarla in qualche modo, come se non parlandone sparisse. Purtroppo non è così e spesso dobbiamo fare i conti con la morte proprio perchè viene a mancare un nostro congiunto.

Allora non sappiamo che fare, a chi affidarci e soprattutto (per quella superstizione di cui parlavamo prima che ci spinge a rimandare e a non pensare alla morte) non sappiamo come gestire dal punto di vista amministrativo il funerale. Infatti la cosa più complicata è pensare a faccende pratiche mentre si è affranti dal dolore.

Ma per organizzare un rito funebre che saluti degnamente il vostro caro ci sono tante agenzie di onoranze funebri che possono aiutarvi, organizzare tutto per voi, pensare alla bara, ai fiori, ai manifesti, senza intaccare minimamente il vostro dolore.

L’importante è sapersi affidare e non pensare minimamente ai dettagli, ma lasciare che altri se ne occupino al posto vostro, se vi affiderete a questi professionisti vivrete meglio questo momento di perdita perchè sgombero da pensieri inutili e completamente concentrato sulla perdita del proprio caro.

La storia delle stelle

La storia delle stelle

Grande novità per quanto riguarda l’astronomia, e non solo. Da sempre si cerca di scoprire la storia dell’Universo e delle stelle che lo rendono meno buio. Ora i ricercatori che leggono i dati forniti dal telescopio spaziale Fermi, progetto che include l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), hanno portato avanti degli interessanti studi, pubblicati sulla nota rivista scientifica Science.

La storia delle stelleLa storia dell’universo ha la particolarità di essere “contenuta” dalla luce extragalattica, luce che è presente in tutto l’Universo e che è costituita da fotoni di varia lunghezza. Tuttavia risulta difficile riuscire a leggere tale storia, poiché questa luce è oscurata dalla radiazione proveniente dal Sole e dalla Via Lattea.

E’ qui che subentra il telescopio Fermi, che analizza l’interazione tra i fotoni gamma provenienti da altre galassie e la luce extragalattica, per poi dare informazioni sulla radiazione prodotta dalle stelle più anziane.Sui fotoni gamma è necessario sapere che attraversano ogni tipo di superficie, a meno che non si imbattano in altri fotoni di energia.

Se ciò si verificasse,  l’incontro tra i due fotoni li distrugge ambedue e da origine ad una coppia di particella-antiparticella, ovvero un elettrone e un positrone. Tutte l’energia liberata dai fotoni si sintetizza dunque in questa coppia.

Questa particolare condizione fa diminuire il numero di fotoni gamma che arrivano alle apparecchiature del Fermi, dopo aver incontrato i fotoni della luce extragalattica.Ovviamente attraverso questo metodo, si riesce a stimare la densità dei fotoni ottici e ultravioletti, ovvero quelli prodotti dalle stelle nate alle origini del Cosmo e che si fa molto fatica a misurare direttamente.
Dunque un progetto illuminante che saprà dare maggiori delucidazioni sulla storia del nostro Universo.

eDarling: siti di incontri per trovare l'amore

eDarling: siti di incontri per trovare l’amore

Trovare l’amore in rete è possibile!

La rete non è solo uno strumento di conoscenza ma è anche una piattaforma di incontro e confronto: i social, i forum e i siti di dating sono degli esempi di luoghi virtuali di conoscenza e scambio capaci di mettere le persone in contatto e di permettere agli utenti di relazionarsi tra loro.

Qualcuno nei viaggi in rete ci mette il cuore e cerca l’anima gemella … del resto ovunque ci siano persone ci sono sentimenti e ci può essere affetto e amore!

Attenzione, se cercate un compagno o una compagna nel web sappiate che rintracciare l’anima gemella in un sito di incontri può essere più sicuro che cercarla altrove. Esistono dei luoghi web dedicati alla ricerca del partner: sono i cosiddetti siti di incontri, come eDarling.

eDarling: siti di incontri per trovare l'amoreLo scopo di questi portali è quello di mettere in contatto due persone che siano alla ricerca dell’amore e dell’anima gemella, tanto più è serio e strutturato è il sito tanto più organizzata e orientata sarà la formazione delle coppie.

eDarling organizza gli incontri sulla base di un test psicologico: ogni nuovo iscritto è un possibile candidato ad una relazione amorosa di successo. Per questo gli amministratori del portale, assumendosi il compito di costruire le coppie, chiedono al nuovo utente di compilare con pazienza ed attenzione un questionario web di stampo psicologico. Questo test fonderà l’abbinamento tra gli aspiranti fidanzati.

In altri siti ci sono liste di single da sfogliare, schede da leggere e foto da visionare. In eDarling invece le possibili opportunità sentimentali sono proposte dai gestori tenuto conto del questionario di ingresso e considerato un fattore chilometrico concordato con l’utente. A questa ricerca mirata se me accompagna anche un’altra casuale. Quest’ultima è meno studiata ma forse più romantica e predisposta per accontentare tutti senza lasciare nulla di intentato!

Ogni giorno eDarling permette all’amore di bussare alle porte del tuo personal computer.

In realtà la ricerca dell’amore in rete è il risultato delle abitudini dell’epoca moderna, dell’uso normale e quotidiano del mezzo informatico. Per di più non è inusuale che una tastiera e un video aiutino a filtrare le paure permettendo anche alle persone timide di dare il meglio di sé.

La caccia delle leonesse

La caccia delle leonesse

Il leone, si sa, è il re della savana ma sono in realtà le leonesse a provvedere al vettovagliamento di tutto il branco. E’ a loro che spetta cacciare. La preda può essere uno gnu, oppure una zebra, un bufalo, una giraffa, un’antilope o una gazzella.

Di solito le leonesse partono in gruppo e si dispongono in modo tale da accerchiare i malcapitati animali. Avanzano a ventaglio a passi felpati, sotto vento, così che la vittima non possa fiutarne l’odore.

La caccia delle leonesseIl colore del loro mantello permette loro di mimetizzarsi con l’erba secca della savana. Prima di partire le leonesse si sono premunite contro il mutare del vento rotolandosi negli escrementi del branco che vanno a cacciare: questa operazione serve a mascherare il loro odore leonino, e dunque a sorprendere con facilità le prede. Giunte a pochi passi dal branco l’attacco è geometrico, fulmineo.

Colte di sorpresa le povere vittime si danno alla fuga, consapevoli che la miglior difesa è rimanere uniti e non disperdersi. Ma tra i tanti ve n’è sempre qualcuno più o meno debole, vecchio o malato, che non ce la fa a tenere il passo degli altri. Su questo si avventano le leonesse, azzannandolo alla gola, soffocandolo.Giunta l’ora del pasto, il branco divide il bottino.

Per primo si fa avanti il leone maschio, rimasto a “casa” per badare ai piccoli. I grandi maschi mangiano per primi, divorando fino a settantacinque chili di carne in una sola volta. Poi tocca alle leonesse, e infine ai piccoli leoncini.